martedì 20 dicembre 2016

Le Recensioni: Recensione di Azzurra Immediato





ANNA RITA BARBIERI 


“ Il Giardino di Anna “ , olio su tela 100X80 , 2015 
Testo critico a cura della Storica dell’ Arte Dott.ssa Azzurra Immediato 
“ Il luogo migliore dove nascondere la profondità è l’ apparenza “
E non è forse l’apparenza quella che dà voce alle passioni più profonde? A quelle passioni che non possono sottostare al celato, non possono restare nelle profondità più recondite ? 
Già, un po’ come accade con la pittura, apparente rappresentazione di ciò che  talvolta non trova altra via d’ uscita e di emersione che l’ imago picta. L’ incipit di questa pagina appartiene ad Anna Rita Barbieri, artista che giunge il Galleria Farini Concept con un dipinto intitolato Il Giardino di Anna, del 2015 . 
Protagonista della composizione una giovane donna , sensualmente distesa e abbigliata con una veste dai pattern molto particolari, che ricordano le fantasie mediorientali , che , per i toni , quasi si fondono con i segni e le forme che paiono accogliere il corpo della giovane . E’ lei Anna ?  Molto probabilmente sì  e l’ immaginazione dell’ osservatore corre verso ricordi di altre raffigurazioni del secolo scorso e qualcosa che si traduce in una rappresentazione profondamente suggestiva, evocatrice di empatie. 
Le scelte formali e compositive rimandano senza dubbio ad atmosfere di derivazione klimtiana , laddove allo svelamento del tratto psicologico fa da contraltare una semiotica delle cromie che trova invero nella lezione della pittura inglese preraffaellita il suo paragone storico.
E’ in tale nebuloso contesto che si inserisce l’ opera qui presentata e buona parte della parabola pittorica di Anna Rita Barbieri che, prima di essere una pittrice , ha rivestito un ruolo professionale nell’ambito della psicologia , pertanto il messaggio dei due emisferi si fonde sulla tela e nella scena , sul corpo della fanciulla , tra i suoi capelli , fra le trame del suo abito .Una commistione che si fa perturbante , che invita lo spettatore a fermarsi oltre l’ osservazione della “ bella pittura “ . Lo sguardo della protagonista pare voler dire qualcosa , come se dietro quella velata malinconia, vi fosse un intero mondo sotteso. Dagli abissi dell’ animo umano che rende le sembianze delle zone d’ ombra ,affiora, emerge , tra i bagliori di alcuni grafismi, un baluginio di matrice psichica .
Il punctum dell’ opera è racchiuso nello sguardo, vera chiave di lettura de dipinto , focus simbolico e formale , in cui si concentra la reale profondità del dipinto. Il titolo dell’ opera cerca, nella evocazione e nella suggestione atmosferica costruita sula diarchia tra ricerca intimista e rivelazione psicologica , quell’ attuazione semiologica tra significato e significante che apre ad un livello di lettura mno cristallino, più profondo. 
Quasi si trattasse di una sedimentazione di sensazioni, di ricordi, stati d’ animo, la donna si pone quale tramite visivo per un  indagine che , dalla tela , giunge nello spazio reale non per mera fruizione  ma per avventurarsi in una analisi che ogni fruitore farà propria, attraverso l’ attuazione di un rapporto empatico . 
In ciò risiede la forza di questo lavoro di Anna Rita barbieri  e l’ eleganza con cui Ella è in grado di interagire con il mondo . 
( Azzurra Immediato ) 

Le mie Opere: NANNA, OLIO SU TELA, 50X70



Volti orientali o nordici, principali fonti di ispirazione per i miei ritratti. La bellezza della cantante e creativa danese Nanna Oland Fabricius, esaltata da un prezioso gioiello. Pennello per il volto, spatola per le pietre.








venerdì 16 dicembre 2016

Recensioni: Recensione di Adriana Conconi Fedrigolli





" L’arte è stata per Anna Rita Barbieri una presenza stabile e continuativa durante il corso della sua esistenza. Dal 2000 al 2009 frequenta le lezioni del Maestro Antonio Dallomo, dal 2010 approfondisce la tecnica con i Maestri Wolfango Peretti Poggi e Davide Peretti e in seguito partecipa allo stage di iperrealismo del Maestro Emanuele Dascanio. Fa parte del Gruppo “Il Paese dei Balocchi”. Dal 2015 prende avvio l’attività espositiva e ottiene premi e menzioni dalla critica. Nel luglio 2016 porta le sue opere in mostra a Venezia “ Mediterraneo la porta della speranza e della vergogna “ e nell’occasione Altheo network magazine online pubblica un suo profilo artistico e una sua video intervista. 
In anni in cui la critica sempre di più sostiene una sorta di crisi in ambito contemporaneo della pittura ad olio, è con piacere che scrivo di Anna Rita Barbieri artista impegnata e seria che ha cercato e trovato una sua modalità espressiva proprio attraverso questa tecnica, abbinata alla scelta della figuratività soprattutto nell’ ambito del ritratto che a volte diviene iperrealista. Nelle molte opere di Barbieri appare come leitmotiv continuo la volontà di penetrare la tela pittorica raffigurando nel profondo i moti dell’anima, di cui i protagonisti sono essi stessi inconsapevoli messaggeri. In ogni dipinto l'artista cerca di scavare in un’emozione e di trasmetterla attraverso i volti, le movenze dei personaggi e l’ambiente che li circonda, nei quali si serve in alcuni casi di citazionismi da Klimt, da Moreau, da Redon, dai preraffaeliti, facendo riaffiorare ricordi sedimentati nel suo immaginario personale. Per la mostra di Milano ha selezionato tre opere tra cui Breathe (Respiro), riprendendo il titolo di una celeberrima canzone dei Pink Floyd, in cui raffigura una giovane ed esile fanciulla dai tratti somatici orientali i cui capelli appaiono mossi da un respiro d’aria, il bianco perlaceo della vestito ripreso in modo chiastico nella parte superiore, così come la scelta di intervenire nella parte sinistra senza forzare i toni, conferisce maggiore intensità al viso della ragazza che guarda l’osservatore con consapevole tranquillità, quasi come se avesse raggiunto una meta e ora ne stia “respirando” la conquista. Altra opera in mostra è Jason, in cui le cromie terrose illuminate da un grigio schiarito da toni di bianco perlaceo e dalla evidente matericità conferita dalla stesura con la spatola, donano al ritrattato una definita e chiara personalità interiore che prevarica l’affascinante aspetto fisico. Sdraiato in un letto sta guardando con intensità qualcuno o qualcosa che a noi non è dato sapere e che non è importante sapere perché tutto è concentrato nello sguardo e nella profondità dello stesso. Da ultimo con The last Summer Barbieri sceglie di allargare la scena, non più un viso, ma un avvio di storia: una donna distesa supina in uno spazio indefinito che allunga le braccia per afferrare le briglia di un cavallo. Nell’opera dominano i toni chiari perlacei del bianco e del azzurro, pur nella posizione della protagonista, in cui vi è ancora una tensione fisica, quello che maggiormente trasmette l’opera è un sentimento di libertà raggiunta attraverso un percorso personale; il cavallo simbolo per antonomasia proprio della stessa libertà è l’animale scelto dalla pittrice e avvicinato alla donna. Immagini quelle di Anna Rita Barbieri in cui appare evidente il percorso interiore avviato dai protagonisti che con modalità e finalità diverse sono riusciti ad appropriarsi della loro essenza, del loro essere interiore levandosi a dura fatica le maschere pirandelliane che la società impone per sopravvivere e anteponendo la categoria dell’essere a quelle dell’avere e dell’apparire. " 

Le Opere: K. OBSESSION, OLIO SU TELA 50X70


La mia fatale attrazione per Klimt ! Ah com’ è affascinante l’ Arte … perché alcune cose ci piacciono alla follia e altre le detestiamo, perché non c’è critico che tenga dinanzi alle emozioni che ci toccano nel profondo, e perché come il Suo Oro altro non ne esiste ?






giovedì 15 dicembre 2016

Le Opere: THE MIRROR - OLIO A SPATOLA SU TELA 50X60 , 2016. di Maurizio Messori





Bene, mi addentro volentieri nel nuovo Magazine di Anna Rita Barbieri con passo comunque guardingo pur conoscendo l'artista il cui nome fa da garante. Mi piace, non c'è dubbio, elegante, comprensibile, non già visto. Ora spetta a chi scriverà, segnatamente i Critici e gli Storici, trovare finalmente un linguaggio nuovo in un'era nuova, in una concezione nuova. Stiamo attraversando un periodo sterile per l'Arte, asfittico, direi di inrerregno fra le Avanguardie del '900 e ciò che accadrà, se accadrà. In questo topico momento non scorgo nulla di nuovo, fatti salvi alcuni lavori, anche della Barbieri certo, ma solo una sorta di plagio nei confronti di ciò che dovrebbe essere e non è. Per incapacità artistica? Non credo, piuttosto per latitanza di idee. 
Lo strano è che con tutti i mezzi d'informazione che possediamo dovremmo essere maggiormente stimolati, invece ... Invece, proprio perchè la pletora avanza, diventa sempre più arduo il discernimento. 
Un tempo, meno bersaglati di notizie, il clima artistico era, diciamo, più calmo, con meno urgenze, con più ricerche. Ma, ribadisco, se si chiede agli artisti nuova linfa da portare ai rami dell'Arte, anche chi scrive di essa deve trovare e cercare nuove parole, concetti, frasi esplicative che non siano le solite, in caso contrario andiamo a rischio che una recensione vada bene per questo, quello, quell'altro, in un'omologazione avvilente. Io per primo. Comunque, complimenti alla Barbieri. Lei ci sta almeno provando. 

Maurizio Messori 


lunedì 12 dicembre 2016

Gli eventi di Altheo Network: Anna Rita Barbieri a "Donna è Vita" espressioni d'arte. Milano 2016




La mostra d'arte dal titolo "Donna è vita"che si è svolta negli spazi della Biblioteca Umanistica di Santa Maria Incoronata a Milano, dal 22 al 24 ottobre, si propone di richiamare alla memoria alcuni aspetti del molteplice e variegato universo femminile.




La mostra vuole mettere in evidenza soprattutto l'altruismo e l'umanità che caratterizzano il mondo femminile, e che si manifestano anche come energia e coraggio capaci di dare e ricevere amore fino ad affrontare, con il proprio corpo,anche la nascita di una nuova vita. Le paure e le incertezze che albergano nel profondo dell'animo femminile fatto di estrema sensibilità, timidezza e romanticismo sono componenti che tracciano una personalità dalle caratteristiche fragili e indifese, eppure, è proprio in questa apparenza di debolezza che può albergare la forza che dà e che riceve amore, che dà la vita. 




Cosa significa essere donna in questo inizio di nuovo millennio?
La domanda potrebbe dare origine a molte risposte legate sia all'identità fisica dell'essere umano e antropomorfico che contraddistingue l'immagine della donna, sia al concetto dell'essere donna nell'odierno mondo occidentale in cui noi europei viviamo.
Oggi non è facile capire oltre a quali orizzonti possiamo guardare per cogliere il prossimo futuro che accompagnerà il destino della donna, ma possiamo usare due termini che ci aiuteranno a capire e tracciare un possibile identikit: Spiritualità e Amore.
Sembrano parole troppo impegnative o addirittura abusate e logore, eppure se vogliamo vedere un prossimo futuro per tutte le donne bisogna ripartire da questo.
Spiritualità: ovvero, la ricerca di una visione della vita antitetica alla superficialità e all'effimero. Spiritualità non è solo misticismo ma anche arte, che vuol dire musica, danza, pittura e scultura ecc. quindi, per raggiungere questo obiettivo bisogna permettere alle giovani donne di coltivare ed esplorare il mondo creativo senza avere il timore di esercitare i propri interessi culturali come una forma di "eccentricità" slegata dalla quotidianità e realtà
Amore: l'altro grande concetto trascendentale di cui l'immagine della donna è sempre stata imbevuta e che oggi è offuscato da significati che ne tolgono importanza come se fosse possibile creare delle categorie dell'amore diverse dal suo significato naturale di sentimento che coinvolge tutti i nostri sensi in un unisono armonico con la propria fisicità e quella altrui, comprendendo in esso anche l'amore per tutto il nostro habitat. 
L'amore è un sentimento che le donne - tutte le donne - imparano a riconoscere e ad adattare a molte, e a volte troppe, fasi della propria vita. L'amore ha sempre avuto bisogno per nascere e svilupparsi della sensibilità, delicatezza e capacità di sognare che caratterizzano l'umana natura femminile e, per far crescere il sentimento dell'amore, la donna ha utilizzato anche grinta ed energia, impegno, talento e, perché no, anche allegria. 

Che cos'è la "libertà d'espressione" per una donna in Occidente?
In questa frase coesistono due parole che dovrebbero sintetizzare la cultura moderna occidentale e quindi la libertà come democrazia - dal greco démos (popolo) e cràtos (potere) che dovrebbe permettere a chiunque, e quindi anche a chi presenta temperamento dolce e poco combattivo a non venir sopraffatto da chi invece esibisce caratteri comportamentali più forti ed estroversi. In breve, per la donna la libertà d'espressione vuol dire avere la possibilità di esercitare il proprio pensiero ed esprimersi senza coercizioni o limitazioni derivanti anche dal contesto familiare. Eppure la cultura individualista e conformista della odierna società, priva di obiettivi e di ideali, non ha aiutato molto l'universo femminile a scegliere liberamente il proprio destino  e continuiamo a sentire donne vittime di violenza domestica, di ingiustizie salariali e scarsa rappresentatività politica. 




Qual è stata l'immagine della donna nella storia?
La plurimillenaria cultura cinese identifica nello Yin, rappresentato dalla Terra, l’elemento femminile dolce e materno, buio e ricettivo; mentre nello Yang, simbolicamente associato al Cielo,  il potere creativo maschile forte e spavaldo. Nel campo del pensiero quindi, Yin è la mente femminile, intuitiva e complessa, Yang è l’intelletto maschile, lucido e razionale.

Ma è veramente così che possiamo guardare alla figura della donna nella storia? 
In realtà molti sono gli aspetti che compongono il mondo femminile nel corso dell'ultimo millennio, a cominciare dai luoghi dove è nata la civiltà occidentale, l'isola di Creta. In un affresco parietale del palazzo di Cnosso si svolge una tauromachia, il salto acrobàtico sul toro: tre giovani, due fanciulle e un ragazzo, vengono rappresentati in questa difficile impresa quello che li accomuna sono il coraggio e la determinazione al raggiungimento di una perfetta preparazione atletica.
Nell'antichità la cultura del mondo greco ha evidenziatoanche l'aspetto marziale della donna: gli spartani allenavano le proprie figlie alle arti del combattimento perché dovevanosapersi difendere, così come le Amazzoni, le leggendarie guerriere nate dalla mitologia greca, erano abili nell'uso dell'arco e delle frecce. Di donne guerriere e delle loro gesta si raccontano storie ambientate non solo in Medio Oriente ma in varie parti del mondo, fino al rio delle Amazzoni in America Meridionale e, nella storia recente, erano chiamateAmazzoni anche le guardie speciali di Gheddafi, donne rigorosamente in tenuta militare di cui il dittatore si fidava ciecamente. 

Qual è stata l'immagine della donna che la storia dell'Arte, la poesia e la letteratura ci hanno consegnato?

Naturalmente la donna è stata celebrata in poesia e in letteratura soprattutto per le grazie amorose e l'attitudine a impreziosire, con le sue virtù, le vicende umane, Shakespeare il grande poeta e drammaturgo inglese, scrisse che "Dagli occhi delle donne derivò la mia dottrina: essi brillano ancora del vero fuoco di Prometeo, sono i libri, le arti, le accademie che mostrano, contengono e nutrono il mondo". 

L'immagine della donna, per come è stata rappresentata in arte, richiama anche gli aspetti della bellezza e aggraziata armonia di forme presenti nella grande statuaria greca, con le rappresentazioni delle Korai e delle divinità dell'Olimpo, senza dimenticare le Afroditi ellenistiche. Nel periodo del Neoclassicismo le sculture di Antonio Canova hanno saputo creare immagini femminili indimenticabili come la Venere italica, il gruppo delle Grazie o Ebe, la dea dell'eterna giovinezza. La pittura  rinascimentale e il Manierismo italiano hanno prodotto capolavori straordinari nella rappresentazione della figura femminile fino ad arrivare al Romanticismo Storico e all'arte moderna e contemporanea.

Nel primo Rinascimento, Leonardo da Vinci, il più grande ingegno della storia umana, ha voluto celebrare, in un ritratto femminile, la sua capacità di osservazione dei fenomeni naturali. Leonardo nel rappresentare "La Gioconda" interpreta quello che possiamo considerare come il sentimento della natura: il raggiungimento di un perfetto equilibrio e la fusione tra l'umano e il mondo naturale, sentimento che ci permette di sentire il nostro cuore battere all'unisono con il pulsare del cosmo. 
Il celebre sorriso della dama, seduta davanti ad uno spettacolare paesaggio, non è altro che l'espressione della sua piena consapevolezza di sentirsi in sintonia con la natura. 
Nel mondo dell'arte non esiste miglior esaltazione dellecapacità femminili, di quello del vivere in armonia con il continuo evolvere della natura, che Leonardo ha saputo esprimere così bene in questo ritratto; dunque, anche per la poetica del grande ingegno toscano: donna è vita.




Le Opere: BABETTE, OLIO SU TELA 70X50



Per anni ho dipinto per me stessa, prima pasticciando convinta di esprimere creatività poi la decisione di fare quello che avrei voluto fare da ragazza, imparare a dipingere. 
Ho cominciato a studiare da un Maestro paziente entusiasta propositivo che mi ha fatto fare copie copie  copie … e facendo copie ho scoperto i miei abissali limiti … Ogni tanto facevo qualcosa di mio, sempre meno sodisfatta, e allora ancora copie per dieci anni … 
Nel 2010 l’ incontro fortunato con altri due Grandi Maestri  che hanno ancora una volta messo in discussione quello che pensavo consolidato … la Creatività era bloccata, avevo 
l’ impressione che più imparavo meno sapevo. Poi timidamente ho ritratto il mio amico peloso, new entry  nella mia vita e, a seguito, Babette. Mi erano piaciuti il libro e il film, ma fino a quando non ho terminato il ritratto non mi sono resa conto quanto di mio ci fosse dentro. Babette, famosa chef, seduta accanto ad un piatto cucinato semplicemente, si adatta con dignità al ruolo che la Vita le ha assegnato, ma la Luce nel dipinto e nei suoi occhi rivelano che … non finisce certo lì … la storia.



domenica 11 dicembre 2016

Recensione di Anna Rita De Lucca





Oggi non la si puo’ certo definire un’ iperrealista ma al contrario, Anna Rita Barbieri è una ritrattista ‘degli stati d’animo’. I cromatismi pacati e definiti nelle linee di contorno, hanno in prevalenza una tonalità fredda – il grigio brillante, il blu cobalto, sono quelli che spiccano maggiormente nelle sue tele, anche se qua e là spesso compaiono improvvisi lampi di luce e guizzi di colori accesi, come il rosso, l’arancio e l’ ocra che contribuiscono ad evidenziare i tratti intimistico/psicologici che l’arista costruisce ricercando nella profondità dell’animo del personaggio raffigurato.
L’ amore per Klimt e il suo elegantissimo liberty, la passione per la pittura Preraffaellita inglese, per brughiere nebbiose, per le fanciulle diafane delle storie dark di Waterhouse, Morris e Burne Jones, la ispira nella rappresentazione di quei simbolismi profondi che emergono dagli sguardi misteriosi e malinconici dei suoi ritratti .   


(Testo di Anna Rita Delucca – Dicembre 2015 (Copyright)

martedì 6 dicembre 2016

Le Opere: LA DOLCEZZA, OLIO SU TELA 50X70



Quanti titoli diversi per questo dipinto del periodo Klimtiano, ma nessuno che mi suonasse giusto, che mi desse  “ ll Senso di  Appartenenza “ . Poi una sera … un Amico che mi conosce bene ha detto sorseggiando un buon vino … La Dolcezza … cos’ altro cerchi … è quello il suo titolo … E così è stato.   






Gli Eventi di Altheo Network: Anna Rita Barbieri in Mediterraneo - la porta della speranza o della vergogna. Venezia 2016





Negli spazi della sede prestigiosa di San Leonardo a Venezia Altheo Network presenta la mostra d’arte contemporanea dal titolo: “MEDITERRANEO, la porta della speranza o della vergogna.
La mostra è incentrata sulla presentazione di opere che trattino il tema legato al mare nostrumovvero il nome che gli antichi romani davano al Mediterraneo il cui termine deriva ancora dalla parola latina Mediterraneus, che significa: in mezzo alle terre. Infatti, molti paesi si affacciano sulle sue acque antiche e profonde, da quelli più lontani verso oriente come la Turchia, la Siria, il Libano, Israele, la Palestina, fino ai paesi del nord Africa sulla costa meridionale del mare nostrum come l'Egitto, la Libia, la Tunisia, il Marocco; e poi ancora, lungo le sue coste settentrionali, si bagnano: l'isola di Cipro e l'isola di Malta, la Grecia, l'Albania e il Montenegro, la Bosnia ed Erzegovina, la Croazia, la Slovenia, l'Italia, il principato di Monaco, la Francia, la Spagna e Gibilterra.
Il tema che Altheo Network propone vuole ricordare come il Mediterraneo con le sue correnti marine abbia attraversatotutta la storia umana a partire dall'isola di Creta, culla della civiltà occidentale, fino ai territori della mezzaluna fertile che dall'Egitto si inarca in oriente verso la Palestina e l'antica Fenicia per incunearsi fino ai paesi del Golfo Persico.
Nella notte dei tempi il Mediterraneo era distesa sconosciuta di fenomeni inquietanti di cui non si conosceva l'origine e chi riusciva a navigare in quelle acque ignotetemeva di oltrepassarne i confini oltre le colonne d'Ercole, sia che fossero nello stretto di Messina o a Gibilterra -perché al di là di quelle porte il mondo poteva finire. Tuttavia, affrontare l'ignoto era comunque una scelta di evoluzione verso la conoscenza, legata al sapere e alla conquista, che il viaggiatore antico doveva superare.
Mare nostrum vuol dire anche origine del mito, che ha trasformato la storia di innumerevoli civiltà antiche in immagini indimenticabili e le sue profondità marine hanno fatto emergere divinità e mostri che popolano ancora i sogni e le fantasie degli artisti. Dal mare nasce Afrodite, la dea della fecondità e della vita, dalle scure profondità emerge Poseidon con il suo tridente, dio del mare e dei fenomeni telluriciin mezzo ai flutti venne abbandonato Perseo figlio di Zeus e di Danae... 
Per scacciare la paura dell'ignoto che la distesa dell'orizzonte marino e delle sue profondità racchiudeva nei cuori i poeti inventarono l'epica che, in forma di racconto scritto, ha fatto nascere l'idea dell'eroe e dell'eroinaovvero, di coloro che saranno i primi, i migliori
La nascita delle immagini poetiche e la consapevolezza che la creatività umana poteva riprodurre le nobili forme della natura e del corpo umano diede inizio all'arte, ed ecco la pittura, la scultura e l'architettura legate ai favolosi racconti del mito.
Temerari navigatori hanno solcato le acque del Mediterraneo e popoli straordinari sono approdati nell'abbraccio quieto delle sue insenature alla ricerca di pace e di un nuovo inizio.
Il mare nostrum è anche tomba liquida di chi affoga tra i suoi flutti ed è il doloroso destino dei naufraghi costretti ad abbandonare l'imbarcazione durante una tempesta.





Mediterraneo vuol dire anche i profumi delle piante cresciute lungo le sue coste che hanno portato la cucinamediterranea ad un livello altissimo e prezioso di qualità e di benessere.
Il mare nostrum ci ha accomunati per secoli al ritmo sincopato di balli e feste che hanno lasciato traccia sia nel teatro tragico sia nella commedia brillante e poi, ancora, fin sulle note della musica moderna e contemporanea.
Musica, tradizioni, lingue così diverse e così accomunate dalla stessa fonte di vita che è il mare come fossimo in cerchio intorno ad un falò fatto dalla stessa materia liquida di un grande e prolifico grembo materno.
Ed ora con le parole di un poeta greco antico che dal polipomarino prende spunto per indicare come l'ingegno umano rimanga sempre l'unica grande risorsa dell'uomo a qualsiasi epoca e cultura appartenga.
Mio cuore, porgi a tutti gli amici, variegato carattere,
adeguando il tuo umore a quello di ognuno:
prendi l'indole del polipo dai molti tentacoli,
che alla roccia a cui si attacca sa mimetizzarsi.
Ora segui questa via, ma poi cambia colore alla tua pelle.
Saggezza vale più dell'intransigenza.”
Teognide, Corpus Theognideum 213-218