mercoledì 10 maggio 2017

XVII Collettiva internazionale Arte a Palazzo – Dialogo con i Maestri del Novecento .- Ospite Vittorio Sgarbi - Galleria Farini Concept - Bologna - ( 24 aprile / 4 maggio 2017 ) “ LA MOLECOLA DELL’ AMORE ” - recensione di Azzurra Immediato.



XVII Collettiva internazionale Arte a Palazzo – Dialogo con i Maestri del Novecento - Ospite Vittorio Sgarbi - Galleria Farini Concept - Bologna - ( 24 aprile / 4 maggio 2017 )
“ LA MOLECOLA DELL’ AMORE ” - recensione di AZZURRA IMMEDIATO






"Lasciami respirare a lungo, a lungo, l’odore dei tuoi capelli. affondarvi tutta la faccia, come un assetato nell’acqua di una sorgente, e agitarli con la mano come un fazzoletto odoroso, per scuotere dei ricordi nell’aria. Se tu sapessi tutto quello che vedo! Tutto quello che sento! tutto quello che intendo nei tuoi capelli! La mia anima viaggia sul profumo come l'anima degli altri viaggia sulla musica. I tuoi capelli contengono tutto un sogno, pieno di vele e di alberature: contengono grandi mari, i cui monsoni mi portano verso climi incantevoli, dove lo spazio è più bello e più profondo, dove l’atmosfera è profumata dai frutti, dalle foglie e dalla pelle umana. Nell’oceano della tua capigliatura, intravedo un porto brulicante di canti malinconici, di uomini vigorosi di ogni nazione e di navi di ogni forma, che intagliano le loro architetture fini e complicate su un cielo immenso dove si abbandona il calore eterno. Nelle carezze della tua capigliatura, io ritrovo i languori delle lunghe ore passate su un divano, nella camera di una bella nave, cullate dal rullio impercettibile del porto, tra i vasi da fiori e gli orcioli che rinfrescano. Nell’ardente focolare della tua capigliatura, respiro l’odore del tabacco, confuso a quello dell’oppio e dello zucchero: nella notte della tua capigliatura, vedo risplendere l’infinito dell'azzurro tropicale; sulle rive lanuginose della tua capigliatura, mi inebrio degli odori combinati del catrame, del muschio e dell’olio di cocco. Lasciami mordere a lungo le tue trecce pesanti e nere. Quando mordicchio i tuoi capelli elastici e ribelli, mi sembra di mangiare dei ricordi".
Charles Baudelaire

La lettera che il poeta francese scrisse e dedicò a Jeanne Duval , danzatrice con cui Baudelaire ebbe una turbolenta relazione , mi ha fatto pensare al dipinto che la pittrice bolognese Anna Rita Barbieri , intitolato La Molecola del’ Amore , presenta in occasione della XVII Collettiva internazionale Arte a Palazzo – Dialogo con i Maestri del Novecento .
La Barbieri torna con la propria arte ad immergersi in un dialogo corale con altri artisti coevi e con i grandi del secolo scorso , dopo l’ esperienza di una mostra personale presso gli spazi storici della Farini . L’ Opera con cui accoglie il pubblico è un dipinto che si potrebbe definire “fluido “ non solo da un punto di vista del segno pittorico ma anche sotto un’ ottica prettamente ontologica. Osservando l’ opera , invero , si noteranno dei particolari assiali e semiotici che fungono da punti cardine dell’ intera composizione : la coppia che infiamma di passione la scena , l’ acqua che par giungere dal cielo e il dettaglio simbolico della molecola H2O , ovvero quella dell’ acqua , come il titolo in parte, ed emblaticamente , chiarisce . Come sempre accade per le opere di Anna Rita Barbieri , quid fondante è la volontà narrativa e descrittiva che anima il momento maieutico e giunge poi sulla tela . Nel caso di questo dipinto , del 2017 , il tratto si è come ammorbidito , reso più sciolto , mentre forte resta il messaggio veicolato dal’ artista che delle emozioni ha fatto il proprio principale linguaggio . Ad ogni pennellata corrisponde una vibrante sensazione , intrisa , nel caso de La Molecola dell’ Amore , di una fusione che si attua non solo tra i corpi dei due protagonisti , ma anche ed in special modo , nell’ atmosfera in cui sono immersi .
Il principio dell’ evocazione torna , come fil rouge di una più ampia ricerca , nel lavoro della Barbieri , quasi si trattasse di un percorso di introiezione , secondo una eccezione che prende avvio da una matrice di stampo psicologico - e non potrebbe essere diversamente – e si muove , quasi si agita , in questo caso , in un universo che è ancora da svelare , e che sottosta alla superficie pittorica in maniera non del tutto placida . Prendono sostanza , dunque , ciò che oserei definire “ partenze e ritorni dell’ anima “ , incontri e fusioni, come per l’ acqua, le cui Particelle danno la “ LA MOLECOLA DELL’ AMORE ” 





Recensione di Azzurra Immediato





"Lasciami respirare a lungo, a lungo, l’odore dei tuoi capelli. affondarvi tutta la faccia, come un assetato nell’acqua di una sorgente, e agitarli con la mano come un fazzoletto odoroso, per scuotere dei ricordi nell’aria. Se tu sapessi tutto quello che vedo! Tutto quello che sento! tutto quello che intendo nei tuoi capelli! La mia anima viaggia sul profumo come l'anima degli altri viaggia sulla musica. I tuoi capelli contengono tutto un sogno, pieno di vele e di alberature: contengono grandi mari, i cui monsoni mi portano verso climi incantevoli, dove lo spazio è più bello e più profondo, dove l’atmosfera è profumata dai frutti, dalle foglie e dalla pelle umana. Nell’oceano della tua capigliatura, intravedo un porto brulicante di canti malinconici, di uomini vigorosi di ogni nazione e di navi di ogni forma, che intagliano le loro architetture fini e complicate su un cielo immenso dove si abbandona il calore eterno. Nelle carezze della tua capigliatura, io ritrovo i languori delle lunghe ore passate su un divano, nella camera di una bella nave, cullate dal rullio impercettibile del porto, tra i vasi da fiori e gli orcioli che rinfrescano. Nell’ardente focolare della tua capigliatura, respiro l’odore del tabacco, confuso a quello dell’oppio e dello zucchero: nella notte della tua capigliatura, vedo risplendere l’infinito dell'azzurro tropicale; sulle rive lanuginose della tua capigliatura, mi inebrio degli odori combinati del catrame, del muschio e dell’olio di cocco. Lasciami mordere a lungo le tue trecce pesanti e nere. Quando mordicchio i tuoi capelli elastici e ribelli, mi sembra di mangiare dei ricordi".

Azzurra Immediato



martedì 18 aprile 2017

Recensione di Francesco Mauro: "Preciso Istante".





PRECISO ISTANTE , olio su tela 50X70 



Ecco un dipinto che cattura il mio sguardo, quasi ipnotizzato dall'intensità espressiva che Anna Rita ha saputo imprimere in questa notevole tela. La donna qui raffigurata con maestria ha un viso di rara bellezza, che culmina negli occhi celesti e nella riuscitissima bocca dalle labbra rosee che sembrano trattenere l'attimo intravisto nel silenzio che urla dagli occhi. Le tonalità fredde dell'intera tela vengono riscaldate da questi due piccoli accenti di colore che dominano la scena! Come sempre di Anna Rita mi colpiscono le mani, qui una sola ma particolarmente ossuta è allungata .. che contrasta con la morbidezza del bellissimo ovale. Credo che Anna Rita con questo stratagemma abbia voluto creare il contrasto di una serenità appena turbata, che lascia allo spettatore qualsiasi interpretazione! Bravissima Anna Rita, credo di poter affermare che siamo davanti ad un notevole dipinto e sicuramente tra i più belli se non il più bello che io abbia ammirato dei suoi lavori.

Francesco Mauro


mercoledì 8 marzo 2017

Recensione di Maurizio Messori








In un volto la geografia della vita. L'enigma è una costante nell'esistenza di Anna Rita, agli stolti le certezze, ai savi molti perchè. Talvolta troppi. Ma così va il mondo, le sue lune, i suoi astri. Sono universi sommersi, sono pensieri e satelliti, e i primi orbitano attorno ai secondi e viceversa, in ruoli complementari, come gli scomposti capelli lo sono allo sguardo della femmina con un occhio nascosto da una ciocca e l'altro che guarda in direzione sconosciuta. E forse col primo dispera e col secondo spera, col primo naufraga, col secondo approda sul limbo di un'incerta felicità. Certo, potrebbe essere Anna Rita, ma ho poc'anzi scritto che l'artista è creatura di misteri che sconfinano nelle inesistenti certezze. Sic transit gloria mundi. Maurizio Messori




lunedì 27 febbraio 2017

Recensione Maurizio Messori




Bologna, un tempo. Città da amare, da patire, poi, in un chissà quando, partire da lei con una nostalgia neppur troppo nascosta. Bologna è stata votata silenziosamente all'arte. Milano, Firenze, Roma rispondono all'appello con più foga, convinzione. Un tempo, scrivevo. Capitale italica di un'Informale già formata, adulta. E là Morandi e qui Morlotti, Moreni, Mandelli in un abbraccio arcangeliano convinto. Privo di retorica. Ultimi naturalisti, quando la natura entra nei visceri e inonda il cervello e le sue circomvoluzioni e fa divenire la civiltà futura già arcaica. Potenza di un sospiro di libeccio. E Anna Rita? Nasce dopo, quando i venti di novità hanno spirato in tutte le direzioni possibili ed impossibili. Ma lei non si accontenta, avverte da subito un'esigenza che la chiama a sè, terribile e amato despota. Arte, possibilità unica di vita. Se la si asseconda si diventa succubi felici, straniati, umoralmente incatenati a lei. E Anna Rita accondiscende, interpreta il richiamo come possibilità di linguaggio universale. Niente parole, solo tratti e colori. Eloquio di pregio. Ci penseranno le sue tele ad instaurare un dialogo con coloro i quali comprendono il silenzioso parlare di esse. Spiriti eletti. Se Bologna artisticamente fu, fortunatamente ancora è, grazie ad artisti come Anna Rita che rinnovano la tradizione emiliana che fu di Wligelmo, Carracci, Reni, traghettandola verso una spiaggia policroma che si chiama speranza. Il Professor Arcangeli ne sarebbe entusiasta.  Maurizio Messori


martedì 14 febbraio 2017

Recensione Francesco Mauro per " Cobalt "






Un'altra opera che riesce a stupirmi, colori essenziali ma ben mirati elevano l'immagine di questa donna a icona della femminilità. Bellissimo volto dalle guance scavate che esaltano la bellezza delle labbra, i capelli che sembrano veleggiare perché spostati dal vento, ma che in realtà fanno da contrappeso alla ciocca ribelle che come un'onda anima e muove la scena. Essa copre un occhio in una sorta di vedo e non vedo o un tentativo di nascondersi? Propenderei per quest'ultima sensazione perché rafforzata dalla mano destra che poggia sulla spalla sinistra, quasi a proteggere il cuore... forse a nascondere l'amore.
Mano dalle dita lunghe e scarnate ma ferme e decise a contenere il segreto del cuore. Un'altra bella emozione ci ha regalato la brava Anna Rita.

Francesco Mauro 




mercoledì 8 febbraio 2017

Anna Rita Barbieri : "Recensione di Maurizio Messori"



La letteratura e la pittura sono il rovescio della stessa medaglia, quella che brilla al sole della sensibilità. 
Spesso della solitudine. Una ha bisogno dell'altra per poter esprimere tutto il potenziale d'amore che racchiudono, generandosi vicendevolmente per poi trarre linfa per osmosi. 
Chi le frequenta è spirito eletto, espressione di un vivere pesantemente lieve nell'udire la dissonanza che il mondo d'oggi regala suo malgrado. Ma occorre procedere, quando la rima si fa alta e il pennello è espressione del cuore che lo agita, che gli dà vita. 
Letteratura e pittura scrivevo, tanto simili nell'esprimere sentimenti nobili, aulici, di sentito umore che si tramuta in respiro lieve e duraturo. 
Complementari e tragicamente abbracciate in vincolo indissolubile che resiste oltre l'esistenza perchè ne fa parte liberandosi, tuttavia, da essa ascendendo al limbo che le custodisce. Per sempre. Son sicuro che questo pensi Anna Rita quando tramuta i suoi dipinti nella sua così complicata e meravigliosa anima. 

Maurizio Messori



lunedì 6 febbraio 2017

Francesco Mauro per Leda and the Swan





Ancora un'altra elegia pittorica, colori freddi che fanno risaltare i capelli dorati proprio al centro del dipinto come l'uovo ormai maturo ed è 
proprio da questo centro che si deve osservare l'intera opera. Notevole il cigno posto alle spalle e non di lato come quasi sempre viene raffigurato che fa intuire che l'amplesso si è già concluso. Anche gli occhi lucidi di Leda sono un ulteriore testimonianza della gravidanza! Noto che in questo dipinto non sono raffigurate le mani, forse un caso oppure l'imbarazzo della donna per l'accaduto. Quando un'opera suscita queste domande, solitamente è un'opera speciale. Complimenti Anna Rita 



lunedì 30 gennaio 2017

Recensione Azzurra Immediato – Arte a Palazzo XVI




Al calar della notte ci si rende conto che mentre le città si infiammano dei bagliori multicolori che animano le strade, si apre un mondo palpitante, contraddistinto dal mistero, da una elegante malizia che scivola tra le stanze, si riflette negli specchi e nel riverbero di altrettanto affascinanti monumenti, come la Tour Eiffel.

E' quanto accade in opere come alcuni dipinti di Anna R. Barbieri, in particolar modo nei lavori qui presentati, Anna and the Peackok in Paris, Presenze e The Mirror. Tratto che ritorna, ancora una volta, nella ricerca della pittrice bolognese è uno sguardo enigmatico e sensuale che pare quasi essere il fil rouge nelle sue composizioni e nelle narrazioni che Ella porta sula tela. Creazioni che si affidano alla ricchezza del simbolo, all’enigma della metafora, in grado di aprire il varco per un plurimo atto interpretativo.
Sin dalla prima opera, Anna and the Peackok, la simbologia scelta dall’artista fa riferimento, in maniera precisa, a tratti positivi quali la perfezione spirituale, l’incorruttibilità, la rinascita, metafore legate soprattutto alla tradizione greca e orientale, poi anche alla cristianità; è solo in epoca successiva, invero, che al pavone e alla sua peculiare bellezza, è  stato attribuito il valore di vanità, anche in senso dispregiativo.





Tuttavia, la sua bellezza, la sua eleganza sono, certamente, i tratti che emergono anche nell’opera della Barbieri, quasi si trattasse di un parallelo tra l’animale, splendido, ed il soggetto, una sensuale donna che sembra esserne la personificazione. Tutto ha un che di surreale, il Trocadero spinge l’occhio fin verso la Torre Eiffel, mentre Anna guarda verso di noi, con uno sguardo piuttosto malizioso.
E’una scena muta, ma forte di un linguaggio non verbale che apre un dialogo intimo con l’osservatore. Lo sguardo si rivela, pertanto, uno dei nodi centrali della ricerca pittorica della Barbieri, come si noterà dalle altre due opere.




Presenze e The Mirror, infatti, più che Anna and the Peackok, mostrano il focus sullo sguardo delle protagoniste, che diventa soggetto centrale dei dipinti. Alla Maniera di certa pittura francese dell’ottocento, la Barbieri si lascia incantare  - e suggestiona il fruitore -  dal potere evocativo ed ipnotico che gli occhi rivestono. In Freud - e al Dott.ssa Barbieri  ben lo sa - e poi anche nel nostro amico Dino Buzzati, il rapporto dello sguardo con la dimensione dell’ anima  e del subconscio è profonda, un legame indissolubile che tende a rivestire un ambito molto ampio, in grado di giungere ai più reconditi e angusti abissi della psiche.




Se in Presenze, il pubblico attento troverà un segno distintivo che riporta al simbolo del pavone, legando questo dipinto all’opera precedente, entrambe del 2015, in The Mirror, del 2016, la definizione dello spazio attoriale muta, tutto è indefinito e trova nitida vividezza nella sola immagine che nello specchio si riflette e pare quasi prendere vita, ci si chiederà se si tratta , in tutti e tre i casi di autoritratti, e certo, potrebbe anche darsi, ma, invero, ciò che conta è la volontà di un confronto e della  ricerca di un empatico rapporto tra il sentire dell’ artista e le suggestioni provocate dai dipinti in fase interpretativa.
Ben oltre il bello si collocano i soggetti di questi lavori e la loro ricchezza andrà ricercata, in special modo ,nel valore del simbolo dell’ emblematico ruolo svolto dai dettagli su cui si sofferma la pittrice.
Nulla è lasciato al caso e , come in rebus, l’osservatore dovrà scendere nelle profondità che sono tra le trame degli abiti, delle piume del pavone e al di là delle ciglia…



venerdì 27 gennaio 2017

Anna Rita Barbieri: "Arte a Palazzo" Bologna dal 28 gennaio al 7 febbraio 2017.







La cornice divide lo sfondo dall'incarnato della donna dalla tonalità quasi uguale. Colpisce la luce sul lungo collo e ancora la mano che seppur sembri trattenere ciò che nasconde il seno, in realtà trattiene un emozione scaturita da un'apprensione.
Uno stato di leggera ansia confidatoci dagli occhi che hai saputo dar loro voce. 
Complimenti. 


 Francesco Mauro  









giovedì 26 gennaio 2017

Anna Rita Barbieri "Recensione di Maurizio Messori"





Se mi fosse chiesto di stigmatizzare con un solo aggettivo l'Arte di Anna Rita, farei ricorso a: elegante. Capisco, tuttavia, che sarebbe riduttivo, assolutamente non esaustivo. Ed allora occorre aggiungere: personalissima, toni d'antico e crepuscolare colore nell'accezione più nobile di tale termine, figure che riconducono ad una Ville Lumiere di ieri, di oggi, di sempre, visi pregnati di mistero e introspezione, tratto sicuro senza indugio alcuno e potrei continuare ma qui mi fermo perchè nessun termine rende grazia come ammirare un suo dipinto. Questo sì, questo vale mille aggettivazioni. 

Maurizio Messori 





giovedì 19 gennaio 2017

Anna Rita Barbieri "Recensione di Maurizio Messori"






Mi vien fatto di scrivere due righe due su Anna Rita. Non è difficile; la bravura, la perizia invogliano. Ed è una questione di stile, di sentimento, se questo termine sta a significare " sentire con ". Lei e l'Arte: una intende l'altra, si parlano, si auscultano, si danno la voce nella voragine che è l'esistenza. Necessità, esigenza, voglia. Direi in primis necessità. Non sbaglio. Necessità di rendere partecipi gli altri del linguaggio che le appartiene, non criptico ma neppure scontato. Anzi. Le sue pennellate sono parole, verbi, molti punti interrogativi. D'altronde la sua sensibilità è fatta anche di domande che se si fanno esistenziali assumono carattere dal peso specifico enorme. Perchè questa è l'Arte, anche questa è Arte: interrogarsi, chiedersi, non dare nulla per scontato. Infatti, Anna Rita cerca proprio di dipanare tali enigmi, di esorcizzarli attraverso le sue gestualità che planano sulla tela. Dalla tavolozza alla tela passando attraverso il filtro della sua anima. Filtro a maglie strette. Non tutto passa, non tutto. Ciò che di intelligente e ricco la vita le ha dato fluisce senza resa, senza tentennamenti di sorta. Le altre " disqualità " che non siano virtù si arrestano. Bene, Anna Rita, il tuo parlare pittorico è poliglotta: arriva dritto dritto al cuore di chi sa apprezzare le lingue del cuore. Grazie. 
Maurizio Messori 



martedì 17 gennaio 2017

Eventi gennaio 2017



- 13/25 gennaio   Flyer Art Gallery , Roma  " Beauty and Elegance " collettiva 

Nell' ambito di Arte Fiera Bologna le seguenti Mostre  : 

- 21 gennaio/11 febbario  Galleria Momenti d' Artista , Bo , " Art Dream 2017 International " collettiva.

- 28 gennaio/5 febbraio Galleria La Corte di Felsina , Bo , " Cibo e Lavoro= Dignità " collettiva.

- 28 gennaio/ 7 febraio Galleria Farini , Bo " 16a Arte a Palazzo " con Vittorio Sgarbi , collettiva.

- 16 gennaio/ 31 gennaio Galleria Farini , i miei lavori sarano esposti nello spazio della Galleria  nella centrale Via Farini di Bologna